Arthur Lewy with a customer in his tobacco shop in Berlin. Arthur was arrested in 1938 and was forced to sell his business after his release. Berlin, Germany, 1938.

La Legislazione Antisemita in Germania prima della Seconda Guerra Mondiale

L’antisemitismo e la persecuzione degli Ebrei costituivano due dei principi fondanti dell’ideologia nazista. Nel programma in 25 punti della nuova formazione politica, pubblicato nel 1920, i membri del Partito Nazista dichiaravano pubblicamente la loro intenzione di separare gli Ebrei dalla popolazione “Ariana” e privarli dei diritti politici, giuridici e civili.

I capi del Nazismo cominciarono a mantenere la loro promessa di perseguitare gli Ebrei poco dopo avere assunto il potere. Durante i primi sei anni della dittatura di Hitler, dal 1933 fino allo scoppio della guerra nel 1939, gli Ebrei subirono gli effetti di più di 400 tra decreti e regolamenti che limitavano le loro vite sotto tutti gli aspetti, sia in campo pubblico che privato. Molte di quelle leggi erano state emanate dall’amministrazione centrale ed erano valide in tutto il territorio nazionale, colpendo così tutti gli Ebrei. Inoltre, molti tra i funzionari regionali, provinciali e municipali, di propria iniziativa, emanarono nei loro territori molti altri decreti che escludevano in modi diversi gli Ebrei dalla vita del resto della comunità. In pratica, centinaia di funzionari, a tutti i livelli e in tutto il paese, furono coinvolti nella persecuzione degli Ebrei nel momento in cui concepirono, discussero, scrissero, adottarono, applicarono e sostennero la legislazione anti-ebraica. Nessun angolo della Germania rimase immune.

La prima disposizione a ridurre in modo significativo i diritti dei cittadini ebrei fu la “Legge per la Restaurazione del Servizio Civile Professionale”, varata il 7 aprile 1933, secondo la quale funzionari e impiegati pubblici ebrei – insieme a quelli giudicati “politicamente inaffidabili” - dovevano venire esclusi dalle cariche e dalle funzioni pubbliche. Il nuovo Codice della Pubblica Amministrazione costituì la prima formulazione, da parte delle autorità tedesche, di quello che sarebbe poi diventato il cosiddetto Paragrafo Ariano, un regolamento studiato apposta per escludere gli Ebrei (e per estensione spesso anche altri gruppi “non ariani”) dalla maggior parte delle organizzazioni, da molte professioni e da altri aspetti della vita pubblica. Questo documento fu poi alla base delle Leggi Razziali di Norimberga del 1935, le quali definivano gli Ebrei non in base al loro credo religioso, ma secondo la loro ascendenza e allo stesso tempo formalizzavano la separazione della popolazione ebraica da quella Ariana.

Nell’aprile del 1933, la legge tedesca limitò il numero di studenti ebrei che potevano frequentare le scuole e le università. Nel corso dello stesso mese, altre leggi ridussero fortemente le “attività ebraiche” nella professione medica e in quella legale. Leggi e decreti successivi limitarono il rimborso ai medici ebrei da parte delle assicurazioni sanitarie costituite con fondi pubblici. La città di Berlino proibì agli avvocati ebrei e ai notai di lavorare su materie legali; il sindaco di Monaco, inoltre, vietò ai medici ebrei di curare pazienti non-ebrei e il Ministro dell’Interno bavarese negò agli studenti ebrei l’ammissione alla facoltà di medicina.

A livello nazionale, il governo nazista revocò la licenza ai commercialisti ebrei; impose una quota, non superiore all’1.50%, di “non ariani” che potessero frequentare le scuole e le università pubbliche; licenziò gli impiegati civili ebrei dell’esercito e, all’inizio del 1934, proibì agli attori ebrei di esibirsi, a teatro come sullo schermo. Le amministrazioni locali emanarono anche regolamenti che colpivano diverse altre sfere della vita della comunità ebraica: in Sassonia, per esempio, venne loro proibita la macellazione secondo i rituali purificatori tradizionali, impedendo così di fatto agli Ebrei di seguire le proprie regole alimentari.

Numerosi enti governativi a tutti i livelli cercarono anche di escludere gli Ebrei dalla sfera economica della Germania, impedendo loro di guadagnarsi da vivere. Gli Ebrei poi vennero obbligati a dichiarare le loro entrate e le loro proprietà, sia in Germania che all’estero; ciò non costituì che il primo passo verso la graduale espropriazione delle loro ricchezze materiali da parte dello Stato. In modo analogo, le autorità tedesche intendevano “arianizzare” tutte le attività economiche degli Ebrei, un processo che prevedeva il licenziamento degli impiegati e dei dirigenti ebrei, così come il trasferimento di ditte e imprese ai Tedeschi non-ebrei che le avrebbero comprate a prezzi prefissati e ben al di sotto del loro reale valore di mercato. Grazie a questi interventi, entro la primavera del 1939 la maggior parte delle attività commerciali possedute dagli Ebrei in Germania era passata in mani “Ariane”.

Le leggi razziali di Norimberga costituirono la pietra angolare della politica razziale nazista. La loro introduzione non fu che il preambolo a una nuova ondata di provvedimenti antisemiti che ebbero come conseguenza l’immediata e concreta segregazione degli Ebrei. I tribunali tedeschi non poterono più citare opinioni o studi legali scritti da Ebrei, gli ufficiali ebrei vennero espulsi dall’esercito e gli studenti universitari non poterono più sostenere gli esami di Dottorato.

Nel 1937 e nel 1938, le autorità tedesche inasprirono la persecuzione legale degli Ebrei tedeschi. Il governo cominciò ad impoverire gli Ebrei e a rimuoverli dall’economia tedesca richiedendo loro di registrare le loro proprietà ed impedendo loro di guadagnarsi da vivere. I Nazisti proibirono ai medici ebrei di curare pazienti non-ebrei e revocò la licenza agli avvocati ebrei. Nell’agosto del 1938, le autorità germaniche decretarono che a partire dal primo gennaio 1939, tutti gli Ebrei che avessero nomi di battesimo “non ebrei” dovessero aggiungere il nome “Israel”, e “Sara”. Tutti gli Ebrei dovevano avere carte d’identità indicanti il proprio retaggio ebraico e, nell’autunno del 1938, tutti i passaporti vennero stampigliati con la lettera “G” di giudeo.

Subito dopo il pogrom della Kristallnacht (conosciuta come “La Notte dei Cristalli”), tra il 9 e il 10 novembre 1938, le leggi naziste proibirono agli Ebrei l’accesso alle scuole pubbliche e alle università, così come ai cinema, ai teatri e agli impianti sportivi. In molte città, gli Ebrei non potevano accedere a determinate zone definite “ariane”. Il governo impose inoltre che gli Ebrei si identificassero con modalità che li avrebbero permanentemente separati dal resto della popolazione. Mentre i leader nazisti acceleravano i preparativi per la guerra di conquista che intendevano scatenare in Europa, la legislazione antisemita in Germania e in Austria servì di fatto ad aprire la strada a una ben più radicale persecuzione degli Ebrei.

La lista seguente contiene 29 tra i più di 400 provvedimenti legislativi imposti agli Ebrei e ad altri gruppi sociali durante i primi sei anni della dittatura nazista.

1933

31 marzo
Il Decreto dell’Assessorato alla Sanità della città di Berlino sospende i dottori ebrei da tutte le attività di volontariato svolte nella capitale.

7 aprile
La Legge per il ripristino del Servizio Civile Professionale rimuove gli Ebrei da ogni posizione occupata negli enti pubblici.

7 aprile
La Legge che regola l’ammissione alla professione d’avvocato proibisce agli Ebrei di esercitare.

25 aprile
La legge contro il sovraffollamento nelle scuole e nelle università limita il numero di studenti ebrei nelle scuole pubbliche.

14 luglio
La Legge sulla De-Naturalizzazione revoca la cittadinanza agli Ebrei naturalizzati e a tutti i cittadini considerati “indesiderabili”.

4 ottobre
La Legge sull’editoria proibisce agli Ebrei di svolgere la professione di redattore.

1935

21 maggio
Una legge interna dell’esercito espelle gli ufficiali ebrei.

15 settembre
I leader del Nazismo annunciano le Leggi di Norimberga.

1936

11 gennaio
Un’ordinanza dell’esecutivo sulla Legge Fiscale del Reich proibisce agli Ebrei di esercitare la professione di consulenti fiscali.

3 aprile
La Legge del Reich sui Veterinari proibisce agli Ebrei di esercitare la professione.

15 ottobre
Il Ministero dell’Educazione del Reich bandisce gli insegnanti ebrei dalle scuole pubbliche.

1937

9 aprile
Il sindaco di Berlino ordina alle scuole pubbliche di non ammettere più bambini ebrei, fino a nuovo ordine.

1938

5 gennaio
La Legge che regola i cambiamenti dello Stato di Famiglia e delle Generalità proibisce agli Ebrei di cambiare il proprio nome.

5 febbraio
La Legge sulla Professione di Banditore d’Asta esclude gli Ebrei da tale occupazione.

18 marzo
Viene proibito agli Ebrei di svolgere l’attività di commerciante d’armi.

22 aprile
Un decreto varato per evitare che le aziende ebraiche possano essere occultate, proibisce di mutare il nome delle ditte possedute dagli Ebrei.

26 aprile
L’Ordinanza che obbliga a rendere note le proprietà degli Ebrei richiede che questi denuncino tutti gli averi superiori al valore di 5.000 marchi.

11 luglio
Il Ministero dell’Interno del Reich proibisce agli Ebrei l’accesso agli stabilimenti per le cure termali.

17 agosto
L’Ordinanza Esecutiva della Legge sul Cambiamento delle Generalità richiede che gli Ebrei aggiungano al proprio nome quello di “Sara”, per le donne, e “Israel” per gli uomini.

3 ottobre
Il Decreto sulla Confisca delle Proprietà degli Ebrei regola il trasferimento dei beni degli Ebrei a cittadini tedeschi non-ebrei.

5 ottobre
Il Ministero degli Interni del Reich annulla tutti i passaporti detenuti da cittadini Ebrei. Per far sì che i documenti siano nuovamente validi, gli Ebrei devono consegnarli e farvi apporre la lettera “J” di Jude (Giudeo).

12 novembre
Il Decreto sull’esclusione degli Ebrei dalle attività economiche chiude tutte le aziende di proprietà di cittadini ebrei.

15 novembre
Il Ministero dell’Istruzione del Reich espelle tutti i bambini ebrei dalle scuole pubbliche.

28 novembre
Il Ministero degli Interni del Reich limita la libertà di viaggiare degli Ebrei.

29 novembre
Il Ministero degli Interni del Reich proibisce agli Ebrei il possesso di piccioni viaggiatori.

14 dicembre
Un’Ordinanza dell’Esecutivo sulla Legge del Lavoro cancella tutti i contratti tra lo Stato e le ditte possedute da Ebrei.

21 dicembre
Una legge ad hoc proibisce agli Ebrei di esercitare la professione di ostetrico/a.

1939

21 febbraio
Il Decreto sulla Consegna dei Metalli e delle Pietre Preziose posseduti dagli Ebrei impone a quest’ultimi di consegnare allo Stato tutti gli oggetti d’oro e d’argento, i diamanti e altri oggetti preziosi, senza alcun risarcimento.

1 agosto
Il Presidente della Lotteria Nazionale Tedesca vieta la vendita dei biglietti agli Ebrei.

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