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  • Uomini gay sotto il regime nazista

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    Tra il 1933 e il 1945, il regime nazista portò avanti una campagna contro gli uomini omosessuali e li perseguitò. Come parte della campagna, il regime nazista chiuse i bar e i luoghi di ritrovo per gay, sciolse associazioni per gay e chiuse i giornali e le pubblicazioni gay. Il regime nazista inoltre arrestò e processò migliaia di uomini gay ai sensi del Paragrafo 175 del Codice Penale tedesco. Per gran parte del ventesimo secolo fu difficile portare alla luce le storie degli uomini gay durante…

    Uomini gay sotto il regime nazista
  • Donne lesbiche durante il regime nazista

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    Sotto il regime nazista, non esistevano leggi o politiche ufficiali che proibissero le relazioni sessuali tra donne. Tuttavia, a partire dal 1933, il regime nazista cominciò a perseguitare e smantellare le comunità e i circuiti di donne lesbiche nati durante la Repubblica di Weimar (1918~1933). Questo creò un clima di restrizioni e paura per molte donne lesbiche.

    Donne lesbiche durante il regime nazista
  • Articolo apparso sul Times il 17 agosto 1921

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    In questo articolo del Times di Londra, il giornalista Philip Graves mette a confronto alcuni passi dell'opera "Dialogo all'inferno tra Machiavelli e Montesquieu" (1864) con i "Protocolli degli Anziani di Sion", allo scopo di dimostrare come i Protocolli non fossero che un plagio. Altre ricerche rivelarono che uno dei capitoli del romanzo prussiano, "Biarrtiz", di Hermann Goedsche, era anche servito ad "ispirare" i Protocolli. Times, (Londra), 17 agosto 1921.

    Articolo apparso sul Times il 17 agosto 1921
  • Articolo apparso sul Times il 17agosto 1921

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    In questo articolo del Times di Londra, il giornalista Philip Graves mette a confronto alcuni passi dell'opera "Dialogo all'inferno tra Machiavelli e Montesquieu" (1864) con i "Protocolli degli Anziani di Sion", allo scopo di dimostrare come i Protocolli non fossero che un plagio. Altre ricerche rivelarono che uno dei capitoli del romanzo prussiano, "Biarrtiz", di Hermann Goedsche, era anche servito ad "ispirare" i Protocolli. Times, (Londra), 17 agosto 1921.

    Articolo apparso sul Times il 17agosto 1921
  • Articolo apparso sul Times, il 17 agosto 1921

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    In questo articolo del Times di Londra, il giornalista Philip Graves mette a confronto alcuni passi dell'opera "Dialogo all'inferno tra Machiavelli e Montesquieu" (1864) con i "Protocolli degli Anziani di Sion", allo scopo di dimostrare come i Protocolli non fossero che un plagio. Altre ricerche rivelarono che uno dei capitoli del romanzo prussiano, "Biarrtiz", di Hermann Goedsche, era anche servito ad "ispirare" i Protocolli. Times, (Londra), 17 agosto 1921.

    Articolo apparso sul Times, il 17 agosto 1921
  • Avviso affisso all'Hotel Reichshof

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    Avviso affisso nel 1939 all'Hotel Reichshof, Amburgo (Germania). L'annuncio, in rosso, informa gli ospiti Ebrei dell'albergo che è loro vietato accedere al ristorante, al bar e ai saloni. L'amministrazione dell'hotel richiede che gli Ebrei consumino i pasti nelle loro stanze. In accordo alle leggi di Norimberga del 1935, in Germania gli Ebrei erano sistematicamente esclusi dai luoghi pubblici.

    Avviso affisso all'Hotel Reichshof
  • Bibbia ritrovata dopo la liberazione

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    Nell’aprile del 1945, l’esercito russo liberò il campo di concentramento di Sachsenhausen. Nel campo, i soldati russi rinvennero questa edizione tedesca del Vecchio e Nuovo Testamento sul cadavere di un prigioniero Testimone di Geova La Bibbia fu inviata ai parenti sopravvissuti del prigioniero.

    Bibbia ritrovata dopo la liberazione
  • Cartello che vieta agli Ebrei l'accesso ai luoghi pubblici

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    Cartelli vietanti l'accesso agli Ebrei, come quello raffigurato qui, erano affissi nei luoghi pubblici (inclusi parchi, teatri, cinema e ristoranti) in tutta la Germania nazista. Questo avviso, in lingua tedesca, dice: "Qui non vogliamo gli Ebrei".

    Cartello che vieta agli Ebrei l'accesso ai luoghi pubblici
  • Coltello realizzato da Yona Wygocka Dickmann

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    Yona Wygocka Dickmann si fabbricò questo coltello usando dell'alluminio e un pezzo di una sega, mentre si trovava ai lavori forzati in una fabbrica di aeroplani di Friburgo (Germania), dove le SS l'avevano trasferita, proveniente da Auschwitz, nel novembre 1944. Yona si servì del coltello per tagliare in due la sua razione di pane giornaliera e farla così durare di più.

    Coltello realizzato da Yona Wygocka Dickmann
  • Copertina del programma del Tribunale Militare Internazionale

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    Copia ciclostilata della copertina del programma che veniva distribuito all'interno del Tribunale Militare Internazionale di Norimberga.

    Copertina del programma del Tribunale Militare Internazionale
  • Gonna di Hana Muller, indossata in campo di concentramento

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    Hanna Muller modificò questa gonna, usando l'orlo per aggiungerle delle tasche. La gonna le era stata consegnata al suo arrivo ad Auschwitz, nel 1944.

    Gonna di Hana Muller, indossata in campo di concentramento
  • Granito estratto a Mauthausen

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    Questa fotografia ritrae alcuni dei 190 blocchi di granito donati al Museo dell'Olocausto degli Stati Uniti dall'amministrazione del Monumento Commemorativo a Mauthausen, in Austria. I Nazisti costituirono il campo di concentramento di Mauthausen nel 1938, nei pressi di una cava abbandonata. I prigionieri venivano obbligati a trasportare questi massi salendo una scala di più di 180 gradini. I blocchi più piccoli pesavano tra i 13 e i 20 chili ognuno; quelli più grandi potevano anche superare i 35 chili.…

    Granito estratto a Mauthausen
  • Il berretto indossato in campo di concentramento da Karel Bruml

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    Dopo essere stato deportato da Theresienstadt ad Auschwitz, nel 1942, Karel Bruml fu assegnato al settore denominato Buna-Monovitz, dove indossava questo berretto come prigioniero destinato ai lavori forzati. In particolare, Bruml lavorava nel settore Buna, destinato alla lavorazione della gomma sintetica.

    Il berretto indossato in campo di concentramento da Karel Bruml
  • Il numero 29 di "Der Stuermer", luglio 1934

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    Il giornale "Der Stuermer", ferocemente antisemita, era la voce semi-ufficiale della Germania Nazista. In questo numero del 1934 il giornale mette in guardia i lettori contro i piani di dominio mondiale degli Ebrei. L'articolo, intitolato "Chi è il nemico?", accusa gli Ebrei di aver distrutto l'ordine sociale e di volere la guerra mentre il resto del mondo non desidera che la pace. Der Stuermer, luglio 1934.

    Il numero 29 di "Der Stuermer", luglio 1934
  • Inserto destinato ai soldati americani pubblicato dal "Notiziario per le Forze Armate"

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    Un inserto preparato per i soldati americani. Il diagramma, pubblicato nell'edizione europea del "Notiziario per le Forze Armate", spiega il rinvio a giudizio degli imputati dei processi di Norimberga. 1945.

    Inserto destinato ai soldati americani pubblicato dal "Notiziario per le Forze Armate"
  • La Bibbia del pastore di Le-Chambon, il quale salvò molti Ebrei

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    La Bibbia di famiglia raffigurata in questa fotografia apparteneva a André Trocme, pastore protestante a Le Chambon-sur-Lignon, in Francia; essa contiene, tra l'altro, i suoi appunti per i sermoni. Durante la guerra Trocme e i suoi compaesani aiutarono gli Ebrei, specialmente bambini, a nascondersi dai Tedeschi. Il loro intervento salvò migliaia di rifugiati, di cui circa 5.000 erano Ebrei. Parte del testo in francese che si legge qui, scritto da Trocme, dice: "Beati coloro che hanno fame e sete di…

    La Bibbia del pastore di Le-Chambon, il quale salvò molti Ebrei
  • La copertina del Rapporto Stroop

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    Il General-maggiore delle SS Juergen Stroop, comandante delle forze tedesche che soffocarono la rivolta del ghetto di Varsavia, raccolse in un album fotografie e altri materiali di quel periodo. Questo album, più tardi chiamato "Rapporto Stroop", fu introdotto come prova a carico durante i processi di Norimberga. In questa foto si vede la copertina con il timbro del Tribunale Militare Internazionale (IMT, International Military Tribunal).

    La copertina del Rapporto Stroop
  • La giacca dell'uniforme da prigioniero di Julian Noga

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    Una giacca a righe grigie e blu proveniente dal campo di concentramento di Flossenbürg. La lettera "P" sul lato sinistro anteriore della giacca indica che era indossata da un prigioniero polacco non-ebreo. La "P" sta appunto per Polacco (Pole, in tedesco). La giacca fu donata al Museo dell'Olocausto statunitense dal prigioniero che la indossava, Julian Noga..

    La giacca dell'uniforme da prigioniero di Julian Noga
  • La giacca indossata da Abraham Lewent durante la prigionia

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    Abraham Lewent indossava questa giacca come parte dell'uniforme consegnatagli al suo arrivo nel campo di concentramento di Buchenwald, nel 1944. Abraham fu prima deportato dal ghetto di Varsavia al campo di Maidanek e successivamente trasferito in diversi altri campi in Germania. .

    La giacca indossata da Abraham Lewent durante la prigionia
  • La gonna di una donna Rom (Zingara)

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    Questa gonna in taffetà e cotone risale agli anni '20. Apparteneva a una donna Rom (Zingara) nata a Francoforte e vissuta in Germania prima della guerra. Arrestata dai Nazisti, venne internata prima ad Auschwitz e poi a Ravensbrück, Mauthausen e Bergen-Belsen, dove morì nel marzo 1945, poco prima che il campo venisse liberato. Anche suo marito e due dei suoi sei figli furono uccisi in campo di concentramento.

    La gonna di una donna Rom (Zingara)
  • Libri antisemiti per bambini

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    Libri antisemiti per bambini, pubblicati nel 1936 a Norimberga, in Germania. Il titolo, in tedesco, tradotto letteralmente significa: "Ci si può fidare di una volpe nella brughiera come della parola di un Ebreo: un volume illustrato per giovani e adulti". La copertina ritrae una volpe nella brughiera e la caricatura di un Ebreo che presta giuramento.

    Libri antisemiti per bambini
  • Lo zaino di Ruth Berkowitz

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    Questo zaino marrone venne usato da Ruth Berkowitz per trasportare i suoi averi durante la fuga che da Varsavia doveva portarla in Giappone, attraverso la Lituania e l'Unione Sovietica. I Nazisti, prima, e i Sovietici, poi, le confiscarono però la maggior parte del contenuto durante il viaggio. [Dalla Mostra "Fuga e Soccorso" organizzata dal Museo Americano dell'Olocausto.]

    Lo zaino di Ruth Berkowitz
  • Oggetti religiosi rinvenuti su una vittima di una marcia della morte

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    Un set di "tefillin" (filatteri) contenuti in una borsa ricamata. I filatteri sono oggetti rituali indossati dagli Ebrei osservanti, durante le preghiere del mattino. Questo set fu trovato sul cadavere di una vittima di una "marcia della morte", sepolto nei pressi di Regensburg, in Germania.

    Oggetti religiosi rinvenuti su una vittima di una marcia della morte
  • Pagine di un libro delle preghiere in ebraico, danneggiato durante la Notte dei Cristalli

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    Le pagine qui riportate provengono da un libro delle preghiere in ebraico distrutto durante la Notte dei Cristalli (Kristallnacht), il pogrom che ebbe luogo tra il 9 e 10 novembre 1938. Queste pagine vennero danneggiate dal fuoco durante la distruzione della sinagoga di Bobenhausen (Germania). La comunità ebraica di Giessen le ha donate al Museo dell'Olocausto americano nel 1989.

    Tag: Germania
    Pagine di un libro delle preghiere in ebraico, danneggiato durante la Notte dei Cristalli
  • Pass d'ingresso al Tribunale Internazionale di Norimberga

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    Un pass d'accesso alla galleria del Tribunale Militare Internazionale di Norimberga. Questi pass venivano spesso condivisi da diverse persone che poterono così assistere ad alcune delle sessioni di quei processi storici.

    Pass d'ingresso al Tribunale Internazionale di Norimberga

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