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  • Articolo di giornale intitolato "La tragedia dei profughi"

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    Articolo apparso sul San Francisco Chronicle e intitolato "La tragedia dei profughi". L'articolo conteneva l'intervista a Moses Beckelman, del Comitato Congiunto Ebreo Americano, una organizzazione di soccorso. In essa si discuteva come i rifugiati ebrei e polacchi sovraffollassero le citta' di Shanghai, Kobe (Giappone) e Lisbona (Portogallo), tutte tappe del viaggio verso il Nord e il Sud America. La causa principale di quel sovraffollamento era la scarsita' di visti d'entrata e di transito, a sua volta causata dalla chiusura delle proprie frontiere agli immigranti da parte di molti paesi. Maggio 1941. [Tratto dalla mostra del Museo Americano dell'Olocausto intitolata "Fuga e soccorso"]

    Articolo di giornale intitolato "La tragedia dei profughi"
  • Certificato di maestra d'asilo di Simone Weil

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    Simone Weil conseguì questo diploma, che l'autorizzava ad insegnare negli asili francesi, nel 1940, dalla Scuola per i Servizi Sociali di Strasburgo. SImone Weil assunse una falsa identità verso la fine del 1943 per facilitare le sue attività in seno alla Resistenza, attività che ella svolgeva come membro dell'organizzazione umanitaria Oeuvre de Secours aux Enfants (Società per il Soccorso dell'Infanzia, OSE) Tra i documenti comprovanti la nuova identità della Weil vi era una versione falsificata di questo diploma, con il nome di "Simone" Werlin.

    Certificato di maestra d'asilo di Simone Weil
  • Diploma di insegnante falsificato per Simone Weil

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    Simone Weil usò questo diploma falso e altri documenti contraffatti per comprovare la nuova identità assunta alla fine del 1943. Come "Simone Werlin" ella riuscì ad evitare l'arresto e a cambiare residenza, potendo così continuare le sue attività in soccorso di bambini ebrei; la Weil svolgeva tali attività come membro dell'organizzazione umanitaria Oeuvre de Secours aux Enfants (Società per il Soccorso dell'Infanzia, OSE). Simone Weil aveva effettivamente conseguito il diploma nel 1940, presso la Scuola per i Servizi Sociali di Strasburgo, diploma che le consentiva di insegnare negli asili francesi. Il preside della scuola realizzò di buon grado questo falso duplicato.

    Diploma di insegnante falsificato per Simone Weil
  • Documenti per una falsa identità: Simone Weil

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    Simone Weil conservò questa carta d'identità falsa con la sua foto nel caso la sua copertura come "Simone Werlin" venisse scoperta, rendendo così necessaria una nuova identità. Sia alcuni membri della Resistenza che impiegati dello stato simpatizzanti con la loro causa le procurarono i timbri e le firme necessarie. Questo tipo di documenti fasli aiutarono Simone Weil nella sua opera di salvataggio di bambini ebrei in qualità di membro dell'organizzazione umanitaria Oeuvre de Secours aux Enfants (Società per il Soccorso all'infanzia; OSE).

    Documenti per una falsa identità: Simone Weil
  • La falsa tessera di studente di Simone Weil

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    Dopo aver adottato una nuova identità, verso la fine del 1943, Simone Weil falsificò la sua tessera di studentessa per l'anno 1938-1939, mettendovi il suo nuovo nome, Simone Werlin. La carta provava la sua iscrizione alla Scuola per i Servizi Sociali di Strasburgo. Usando documenti falsi o contraffatti, Simone Weil fu in grado di trasferirsi a Chateauroux, in Francia, e di portare avanti l'operazione di salvataggio di bambini ebrei in qualità di membro dell'organizzazione umanitaria Oeuvre de Secours aux Enfants (Società per il Soccorso all'Infanzia, OSE).

    La falsa tessera di studente di Simone Weil
  • Notifica dell'esecuzione di Gregor Wohlfart

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    Le autorità di Berlino (Germania) inviarono questo comunicato a Barbara Wohlfart, informandola che l'esecuzione del marito, Gregor Wohlfart, aveva avuto luogo la mattina del 7 dicembre 1939. Nonostante egli fosse fisicamente inabile al servizio militare, i Nazisti processarono Wohlfart per il suo rifiuto, basato su motivi religiosi, di arruolarsi. Come Testimone di Geova, Wohlfart credeva che il servizio militare violasse il comandamento biblico di non uccidere. L'8 novembre 1939, un tribunale militare lo condannò all'impiccagione, sentenza che venne eseguita un mese più tardi nella prigione di Ploetzensee, a Berlino.

    Notifica dell'esecuzione di Gregor Wohlfart
  • Passaporto tedesco rilasciato a Erna "Sara" Schlesinger (interno)

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    Le autorità tedesche di polizia rilasciarono questo passaporto a Erna "Sara" Schlesinger l'8 luglio 1939, a Berlino. La prima pagina illustra le leggi tedesche che facilitavano l'identificazione degli Ebrei in Germania. A partire dal 1938, la legge germanica richiese che tutte le donne ebree indicassero "Sara" come secondo nome su tutti i documenti ufficiali. Gli uomini ebrei invece dovevano indicare il nome "Israel". La lettera "J" (che indicava il termine "Jude", cioè Ebreo in lingua tedesca) veniva stampigliata in rosso sui passaporti degli Ebrei che erano anche cittadini tedeschi. Nel 1939, Erna Schlesinger emigrò negli Stati Uniti.

    Passaporto tedesco rilasciato a Erna "Sara" Schlesinger (interno)
  • Passaporto tedesco rilasciato ad Alice "Sara" Mayer (interno)

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    Il passaporto tedesco rilasciato ad Alice Mayer il 24 febbraio 1939 a Bingen, in Germania. Anche la figlia di Alice, Ellen, è indicata nel passaporto. Entrambi i nomi includono il secondo nome "Sara", la cui inclusione nei documenti era diventata obbligatoria per legge il 17 agosto 1938; dopo quella data, infatti, tutte le donne ebree in Germania dovevano aggiungere "Sara" come secondo nome sui documenti ufficiali. Gli uomini ebrei dovevano invece aggiungere il nome "Israel". Ciò permetteva ai funzionari tedeschi di identificarli immediatamente come Ebrei.

    Passaporto tedesco rilasciato ad Alice "Sara" Mayer (interno)
  • Pianta disegnata a mano del campo di transito di Westerbork

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    Il governo olandese istituì un campo a Westerbork per internare i rifugiati Ebrei che erano entrati nel paese illegalmente. Questo schizzo del campo di transito di Westerbork fu disegnato da un prigioniero ebreo che riuscì poi a emigrare negli Stati Uniti. All'inizio del 1942, le autorità d'occupazione tedesche decisero di ampliare Westerbork e di trasformarlo in un campo di transito per Ebrei. L'internamento sistematico degli Ebrei dall'Olanda al campo di Westerbork cominciò nel luglio del 1942. Da lì, gli Ebrei venivano poi deportati nei centri di sterminio che si trovavano in nella Polonia occupata.

    Pianta disegnata a mano del campo di transito di Westerbork
  • Radiogramma di Moritz Schoenberger dalla “St. Louis”

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    Il 25 maggio 1939, l’artista Moritz Schoenberger inviò il seguente radiogramma (un telegramma inviato via radio) dal transatlantico “St. Louis”, durante il viaggio da Amburgo, in Germania, a L'Avana, Cuba. Durante quel viaggio, la “St. Louis” trasportava 900 rifugiati ebrei che scappavano dalla persecuzione nazista. Ecco uno stralcio del telegramma: “Fisicamente e spiritualmente recuperato e rinvigorito, più fiducioso in merito a raggiungere L'Avana sabato. Soldi ricevuti. Grazie mille. Baci. Papà.” L'ottimismo di Schoenberger si rivelò privo di fondamento. Le autorità cubane rifiutarono l'ingresso ai rifugiati. Dopo che anche gli Stati Uniti negarono l'ingresso ai passeggeri, la “St. Louis” fu costretta a tornare in Europa. Durante il viaggio di ritorno, Gran Bretagna, Belgio, Francia e Paesi Bassi decisero di accettare i profughi ebrei. Le autorità francesi internarono Schoenberger nella Francia meridionale.

    Radiogramma di Moritz Schoenberger dalla “St. Louis”

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