Anne Frank, Ellen Weinberger, Margot Frank and Gabrielle Kahn having a tea party with their dolls at the home of Gabrielle Kahn in Amsterdam, Netherlands, 1934

Anna Frank

Per molti di noi il Diario di Anna Frank rappresenta la prima, e a volte unica, testimonianza diretta con la quale veniamo a conoscenza dell’Olocausto. 

Eventi principali

  • 1

    Scritto meticolosamente durante i due anni che Anna e la sua famiglia trascorsero nascosti in un appartamento segreto, il Diario di Anna Frank rimane una delle opere non di fantasia più lette al mondo. Anna stessa è diventata il simbolo dei più di un milione di bambini e ragazzi ebrei che morirono nell’Olocausto.

  • 2

     

    Esistono diverse versioni del suo diario. Anna stessa fece dei cambiamenti a una versione del diario, nella speranza che venisse pubblicato dopo la guerra.

  • 3

    Il Diario di Anna Frank fu pubblicato postumo nel 1947 e poi tradotto in quasi 70 lingue diverse. Divenne famoso dopo che fu adattato per il teatro nel 1955.

Più di un milione di bambini e adolescenti ebrei morirono durante l'Olocausto: Anna Frank fu una di loro. Anna era nata a Francoforte, in Germania, il 12 giugno 1929, da Otto e Edith Frank i quali le avevano dato il nome di Annelies Marie Frank.

Durante i primi cinque anni di vita, Anna visse con i suoi genitori e con la sorella maggiore, Margot, in un appartamento alla periferia di Francoforte. Dopo la presa del potere da parte dei Nazisti nel 1933, Otto Frank fuggì ad Amsterdam, in Olanda, dove aveva dei contatti di lavoro. Il resto della famiglila lo seguì qualche tempo dopo e Anna fu in effetti l'ultima a trasferirsi, nel febbraio 1934, dopo aver vissuto per un certo periodo con i nonni, ad Aachen.

La Germania occupò Amsterdam nel maggio del 1940 e nel luglio del 1942 le autorità tedesche e i loro collaboratori olandesi cominciarono a rastrellare gli Ebrei in tutto il paese, concentrandoli poi a Westerbork, un campo di transito vicino alla città olandese di Assen, non molto lontano dal confine con la Germania. Da Westerbork, i Tedeschi deportarono poi gli Ebrei nei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau e di Sobibor, che si trovavano nella Polonia occupata.

Verso la metà di luglio, Anna e la sua famiglia decisero di nascondersi in un appartamento segreto, dove si sarebbero poi rifugiati anche altri quattro Ebrei olandesi: Hermann, Auguste e Peter van Pels, e Fritz Pfeffer. Per due anni vissero tutti insieme in quell'appartamento, che era stato ricavato dietro l'ufficio dell'azienda di famiglia, al 263 di Prinsengracht e al quale Anna si riferisce nel suo diario appunto come all'Alloggio Segreto. Gli amici e i colleghi di Otto Frank - Johannes Kleiman, Victor Kugler, Jan Gies, and Miep Gies - prima li aiutarono a preparare il nascondiglio, poi continuarono regolarmente a portare loro cibo e vestiario, rischiando la propria vita nel caso fossero stati scoperti. Il 4 agosto 1944 la Gestapo (la Polizia Segreta di Stato tedesca) trovò il nascondiglio, dopo essere stata informata da una soffiata anonima.

Quello stesso giorno, agenti della Gestapo, insieme al sergente delle SS Karl Silberbauer e a due collaboratori della polizia olandese, arrestarono i Frank. L'8 agosto, la Gestapo dispose il loro trasferimento a Westerbork. Un mese più tardi, nel settembre del 1944, le SS e le autorità di polizia caricarono i Frank e gli altri quattro occupanti dell'appartamento su un treno diretto da Westerbork ad Auschwitz, il complesso di campi di concentramento all'interno della Polonia occupata. Anna e la sorella Margot vennero selezionate per i lavori forzati, grazie alla loro giovane età, e trasferite alla fine di ottobre del 1944 a Bergen-Belsen, vicino alla città di Celle, nel nord della Germania.

Entrambe le sorelle morirono di tifo nel marzo del 1945, poche settimane prima che, il 15 aprilele truppe inglesi liberassero Bergen-Belsen. Gli ufficiali delle SS selezionarono per i lavori forzati anche i genitori di Anna: la madre Edith morì ad Auschwitz all'inizio di gennaio del 1945. Solo il padre Otto sopravvisse alla guerra e venne liberato dalle forze sovietiche il 27 gennaio 1945, mentre si trovava ancora ad Auschwitz.

Durante il periodo in cui rimase nascosta, Anna tenne un diario nel quale riportò le sue paure, le sue speranze e le sue esperienze di adolescente. Ritrovato nell'appartamento segreto dopo l'arresto della famiglia, il diario venne conservato per Anna da Miep Gies, una delle persone che avevano aiutato i Frank a nascondersi. Il diario venne pubblicato dopo la guerra e tradotto in diverse lingue; esso viene tuttora usato in migliaia di scuole medie e scuole superiori in tutta Europa, così come in NordAmerica e in America Latina. Anna Frank è diventata il simbolo di tutte le promesse e le speranze che andarono perdute con la morte dei bambini e dei ragazzi trucidati durante l'Olocausto.