Testimonianze Orali

Benjamin (Ben) Meed descrive il rogo del ghetto di Varsavia, durante la rivolta del 1943

Ben era uno dei quattro figli di una famiglia ebrea molto religiosa. La Germania invase la Polonia il 1° settembre 1939 e dopo che i Tedeschi ebbero occupato Varsavia, Ben decise di scappare nella parte orientale del paese, in quel momento occupata dai Sovietici. Tuttavia, dopo poco tempo, Ben ritornò dalla sua famiglia, che viveva allora nel ghetto di Varsavia. Quando venne assegnato a un distaccamento di lavoro fuori dal ghetto, egli cominciò ad aiutare gli altri abitanti a fuggire dal quartiere; tra gli altri, Ben aiutò anche Vladka (Fagele) Peltel, la quale faceva parte dell'Organizzazione Combattente Ebraica (ZOB) e sarebbe poi diventata sua moglie. Più tardi, egli entrò in clandestinità, fuori dal ghetto, facendosi passare per Polacco non-ebreo. Durante la rivolta del ghetto di Varsavia nel 1943, Ben lavorò con altri membri del movimento clandestino per portare in salvo coloro che combattevano, facendoli scappare attraverso le fognature e nascondendoli nella parte "ariana" di Varsavia. Quando la rivolta ebbe termine, Ben fuggì da Varsavia e continuò a farsi passare per non-Ebreo. Dopo la liberazione, egli poté riunirsi al padre, alla madre e a sua sorella minore.

Testo

  • US Holocaust Memorial Museum Collection
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