Testimonianze Orali

Irene Hizme descrive gli esperimenti a cui venne sottoposta ad Auschwitz

Irene e suo fratello gemello Rene si chiamavano in effetti Renate e Rene Guttman. Quando i Tedeschi occuparono la Boemia e la Moravia, nel marzo del 1939, la famiglia si trovava a Praga in quanto vi si era trasferita poco dopo la loro nascita. Pochi mesi dopo l'occupazione, alcuni Tedeschi in uniforme arrestarono il padre di Irene: solo molti anni più tardi, Irene e Rene avrebbero appreso che era stato ucciso ad Auschwitz, nel dicembre del 1941. Irene, Rene, e la madre vennero deportati prima nel ghetto di Theresienstadt e poi a loro volta ad Auschwitz, dove i due gemelli vennero separati e usati per esperimenti medici. Anche dopo essere stati liberati da Auschwitz, Irene e Rene non poterono ritrovarsi subito. Il gruppo "Salvare i Bambini" portò Irene negli Stati Uniti nel 1947, dove tre anni dopo poté finalmente riunirsi a suo fratello Rene.

Testo

Io, naturalmente ho... ecco... sfortunatamente, ho molti ricordi... dell'ospedale e del... dello studio medico. Nei miei ricordi mi sembra di avere trascorso moltissimo tempo là dentro, nello studio medico, e anche molto tempo nell'ospedale, e ricordo anche che stavo molto male. Poi mi ricordo di una volta che andai nello studio del medico, dove mi prelevarono del sangue e fu molto doloroso perché me lo presero dalla parte sinistra del collo. E' una cosa strana da ricordare. Mi ricordo anche della volta in cui mi presero il sangue dal dito, ma quello non fu così terribile. E poi che mi constrinsero a sedermi per lunghi periodi alla volta... immobile... perché dovevano misurarmi e pesarmi, o dovevano farmi delle radiografie... me lo ricordo... radiografie su radiografie. Poi ci furono le iniezioni: rammento che mi facevano quelle iniezioni e poi stavo male e dovevo andare all'ospedale. Dovevo avere la febbre alta perché me la misuravano spesso. Insomma, cominciai proprio a odiare i dottori e anche... anche ad averne paura. Ero terrorizzata dai medici, e continuai ad esserlo per molto tempo... e lo sono ancora. I dottori sono un incubo; e non parlatemi poi di andare in un ospedale o della possibilità di ammalarmi; non è una cosa a cui possa neanche pensare.


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  • US Holocaust Memorial Museum Collection
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