Negazionismo dell'Olocausto: date fondamentali

Questa cronologia elenca alcuni eventi chiave nell'evoluzione della negazione dell'Olocausto.

Cos'è la negazione dell'Olocausto? 

L'interno di una camera a gas nel campo di Majdanek.

L'Olocausto è uno degli eventi meglio documentati della storia. Con il termine "negazionismo dell'Olocausto" si indicano i tentativi di negare le prove fattuali del genocidio nazista degli ebrei europei. Le tesi sostenute più comunemente dai negazionisti sono che lo sterminio di sei milioni di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale non è mai avvenuto; che i nazisti non avevano alcuna politica ufficiale né alcuna intenzione di sterminare gli ebrei; e che le camere a gas nel centro di sterminio di Auschwitz-Birkenau non sono mai esistite.

Più recente è invece i tentativo di distorcere i fatti dell'Olocausto. Tra le distorsioni più comuni figurano quella secondo la quale la cifra di sei milioni di morti ebrei è un'esagerazione, quella che sostiene che le morti nei campi di concentramento erano il risultato di malattie o fame ma non della politica e, infine, quella per cui il diario di Anna Frank è un falso.

La negazione dell'Olocausto generalmente è motivata dall'odio verso gli ebrei e si basa sull'accusa che l'Olocausto sia stato inventato o esagerato dagli ebrei come parte di un complotto per promuovere gli interessi ebraici. Questo punto di vista perpetua stereotipi antisemiti di lunga data, che accusano gli ebrei di cospirare per dominare il mondo, accuse odiose che sono state strumentali nel gettare le fondamenta dell'Olocausto stesso.

La distorsione dell'Olocausto può essere associata all'antisemitismo, ma in alcuni casi può derivare da una mancanza di rispetto o di conoscenza dell'argomento. Quale che sia la motivazione, tutte le forme di distorsione dell'Olocausto aprono la porta a forme più pericolose di negazionismo e antisemitismo perché mettono in dubbio la realtà dell'Olocausto.

La Costituzione degli Stati Uniti garantisce la libertà di parola. Pertanto, negli Stati Uniti, la negazione dell'Olocausto e l'incitamento all'odio antisemita non sono illegali, a meno che non costituiscano una minaccia imminente di atti violenti. In molti altri paesi, in particolare in Europa, dove è avvenuto l'Olocausto, sono in vigore leggi che criminalizzano la negazione dell'Olocausto e l'incitamento all'odio.

Eventi fondamentali

Questa cronologia elenca alcuni eventi chiave nell'evoluzione della negazione dell'Olocausto.

1942–1944
Per nascondere le prove dell'annientamento degli ebrei d'Europa che stanno conducendo, i tedeschi e i loro collaboratori distruggono le prove delle fosse comuni nei centri di sterminio di Belzec, Sobibor e Treblinka, e nelle migliaia di luoghi in cui si sono svolte fucilazioni di massa nelle zone della Polonia e dell'Unione Sovietica occupate dai tedeschi e in Serbia, compresa Babi Yar, in un'operazione chiamata in codice Aktion 1005.

1943
In un discorso ai generali delle SS a Poznan, Heinrich Himmler, comandante del Reich (Reichsführer) delle SS (Schutzstaffel, Squadre di protezione), sottolinea che l'eccidio di massa degli ebrei europei sarà tenuto segreto, e non dovrà mai essere documentato.

1955
Willis Carto fonda un influente gruppo di estrema destra con sede a Washington, DC, che diventerà poi noto come Liberty Lobby. Guidata da Carto fino al fallimento nel 2001, la Liberty Lobby propone l'idea di una “razza pura” degli Stati Uniti e incolpa gli ebrei dei problemi esistenti negli Stati Uniti e nel mondo. La Liberty Lobby inizia a pubblicare letteratura che nega l'Olocausto nel 1969.

1959
La pubblicazione antisemita ad opera del sacerdote americano Gerald L. K. Smith, Cross and the Flag (La croce e la bandiera), sostiene che i sei milioni di ebrei uccisi durante l'Olocausto in realtà erano immigrati negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale.

1964
Paul Rassinier, comunista francese che era stato internato dai nazisti, pubblica Il dramma dell'ebraismo europeo, in cui sostiene che le camere a gas siano un'invenzione di un "establishment sionista".

1966–67
Lo storico americano Harry Elmer Barnes pubblica articoli nel periodico liberale Rampart Journal, in cui sostiene che gli Alleati hanno sovrastimato la portata delle atrocità naziste per giustificare una guerra di aggressione contro le potenze dell'Asse.

1969
La Noontide Press, una sussidiaria della Liberty Lobby, pubblica un libro intitolato The Myth of the Six Million (Il mito dei sei milioni).

1973
Austin J. App, professore di letteratura inglese alla università LaSalle di Philadelphia, pubblica un opuscolo intitolato The Six Million Swindle: Blackmailing the German People for Hard Marks with Fabricated Corpses (La truffa dei sei milioni: come estorcere marchi al popolo tedesco con cadaveri fasulli). L'opuscolo diventerà la base per molte delle successive rivendicazioni dei negazionisti dell'Olocausto.

1976
Arthur R. Butz, professore di ingegneria alla Northwestern University, pubblica The Hoax of the Twentieth Century: The Case Against the Presumed Extermination of European Jewry (La truffa del ventesimo secolo: caso contro il presunto sterminio degli ebrei europei). Butz è il primo negazionista dell'Olocausto a mascherare le sue falsità dietro un preteso rigore accademico. La Northwestern risponde dichiarando le affermazioni di Butz un "imbarazzo" per l'università.

1977
Ernst Zündel, un cittadino tedesco che vive in Canada, fonda la casa editrice Samisdat Publishers, che pubblica letteratura neonazista, compreso materiale sulla negazione dell'Olocausto. Nel 1985, il governo canadese procederà per vie legali contro Zündel per aver disseminato informazioni che sapeva essere false.

1977
David Irving pubblica Hitler's War (La guerra di Hitler), in cui sostiene che Hitler non ordinò né avallò mai la politica nazista di genocidio degli ebrei europei. Irving distorce le prove storiche e i metodi accademici per dare legittimità alla sua tesi.

1978
William David McCalden (noto anche come Lewis Brandon) e Willis Carto fondano l'Institute for Historical Review (IHR) in California, che pubblica materiale e sponsorizza conferenze che negano l'Olocausto. L'IHR nasconde i messaggi di odio e razzismo sotto la maschera di un’attività accademica legittima.

1980
L'IHR promette una ricompensa di 50.000 dollari a chiunque possa provare che gli ebrei furono gassati ad Auschwitz. Il sopravvissuto Mel Mermelstein presenta una dichiarazione giurata sul suo internamento ad Auschwitz e fa causa all'IHR quando l'istituto si rifiuta di pagare. Nell'ottobre 1981, il giudice della Corte Suprema Thomas T. Johnson usa lo strumento giurisdizionale chiamato "judicial notice", che permette ai tribunali di riconoscere come dato di fatto questioni di conoscenza comune, per emettere una sentenza che dichiara che l'Olocausto è un fatto e che ad Auschwitz venivano gassati gli ebrei.

1981
Un tribunale francese condanna il professore di letteratura Robert Faurisson per incitamento all'odio e alla discriminazione per aver definito l'Olocausto una "menzogna storica".

1984
In un caso di importanza storica, un tribunale canadese condanna James Keegstra, insegnante in una scuola pubblica, per "incitamento intenzionale all'odio contro un gruppo specifico" e per aver promosso idee antisemite, tra cui la negazione dell'Olocausto, tra i suoi studenti di sociologia.

1985
Il codice penale di quella che all'epoca era la Germania Ovest viene aggiornato e include disposizioni che vietano l'incitamento all'odio anche attraverso forme associate alla negazione dell'Olocausto. Il governo tedesco aggiornerà e rafforzerà questa legge nel 1992, 1994, 2002, 2005 e 2015.

1986
L'8 luglio, il parlamento israeliano approva una legge che criminalizza la negazione dell'Olocausto.

1987
Il californiano Bradley Smith fonda il Committee for Open Debate on the Holocaust (Comitato per il dibattito aperto sull'Olocausto). Nei primi anni '90, l'organizzazione di Smith pubblica annunci a piena pagina o articoli d'opinione in più di una dozzina di giornali universitari americani, sotto il titolo "The Holocaust Story: How Much is False? The Case for Open Debate" (La storia dell'Olocausto: quanto è falso? Proposta di un dibattito aperto). La campagna di Smith contribuisce a sfumare e confondere il confine tra l'incitamento all'odio e la libertà di parola.

1987
Jean Marie Le Pen, leader del partito francese di estrema destra Fronte Nazionale, suggerisce che le camere a gas fossero solo un "dettaglio" della Seconda Guerra Mondiale. Le Pen si candida alla presidenza in Francia nel 1988, classificandosi quarto.

1987
Lo scrittore marocchino-svedese Ahmed Rami inizia a trasmettere su Radio Islam, con sede in Svezia. L'emittente descrive l'Olocausto come propaganda sionista/ebraica. Radio Islam in seguito pubblica sul suo sito Web I protocolli dei savi anziani di Sion, Mein Kampf e altri testi antisemiti.

1988
Su richiesta di Ernst Zündel, Fred Leuchter (sedicente specialista dei metodi di esecuzione capitale) si reca nel campo di sterminio di Auschwitz e in seguito pubblica il Leuchter Report: An Engineering Report on the Alleged Execution Gas Chambers at Auschwitz, Birkenau and Majdanek, Poland (Rapporto Leuchter: un rapporto tecnico sulle presunte camere a gas di Auschwitz, Birkenau e Majdanek, Polonia), spesso citato dai negazionisti dell'Olocausto per mettere in dubbio l'uso delle camere a gas per l'omicidio di massa.

1989
David Duke, suprematista bianco, conquista un seggio nella legislatura dello Stato della Louisiana. Duke sfrutta la sua carica per vendere letteratura sulla negazione dell'Olocausto.

1990
Il governo francese promulga la legge Gayssot, secondo la quale mettere in dubbio la portata o l'esistenza di crimini contro l'umanità (secondo la definizione nella Carta di Londra del 1945) è un reato penale. Questa legge spinge molti altri paesi europei ad adottare leggi simili negli anni '90 e nei primi anni 2000.

1990
Nel corso di un procedimento penale intentato contro Fred Leuchter dallo Stato del Massachusetts, si scopre che Leuchter non ha mai conseguito la laurea o l'abilitazione in ingegneria. Leuchter ammette di non avere alcuna formazione in biologia, tossicologia o chimica, tutte materie cruciali per le affermazioni del Rapporto Leuchter del 1988, spesso citato a sostegno delle affermazioni dei negazionisti dell'Olocausto.

1990
Un tribunale svedese condanna Ahmed Rami a sei mesi di carcere per "incitamento all'odio" e revoca la licenza di trasmissione a Radio Islam per un anno.

1991
La American Historical Association, la più antica organizzazione professionale di storici, rilascia una dichiarazione: "Nessuno storico serio mette in dubbio che l'Olocausto abbia avuto luogo".

1992
Il governo dell'Austria modifica la sua Legge sui Divieti del 1947 dichiarando reati penali la negazione e la banalizzazione dell'Olocausto.

1998
Il governo della Polonia adotta la "Legge sull'istituzione della memoria nazionale - Commissione per il perseguimento dei crimini contro la nazione polacca". Si tratta di un'importante normativa che sollecita la raccolta di dati sui crimini commessi in Polonia durante l'occupazione nazista e gli anni di regime comunista. La nuova legge inoltre contiene anche disposizioni per limitare certe forme di negazione e distorsione della storia dell'Olocausto.

1999
Un tribunale regionale di Opole, Polonia, decreta che un professore locale, Dariusz Ratajczak, è colpevole di aver pubblicato in proprio letteratura di negazione dell'Olocausto.

2000
46 governi affermano e accettano il testo della Dichiarazione del Forum Internazionale di Stoccolma sull'Olocausto (link esterno). Conosciuta anche come "Dichiarazione di Stoccolma", essa rappresenta l’impegno a garantire l’inalterabilità della ricerca, dell'educazione e della conservazione della memoria dell'Olocausto e a "sostenere la terribile verità dell'Olocausto contro coloro che la negano".

2000
Un tribunale britannico dichiara David Irving "negazionista attivo dell'Olocausto". Irving aveva citato per diffamazione Deborah Lipstadt, storica della Emory University, dopo la pubblicazione del suo libro del 1993 Denying the Holocaust The Growing Assault on Truth and Memory (La negazione dell'Olocausto: l'assalto crescente contro la verità e la memoria).

2002
Il Centro Zayed di  Coordinamento e Approfondimento, un think tank della Lega Araba con sede negli Emirati Arabi Uniti (EAU), organizza un simposio sul "Semitismo". Durante il simposio, l'Olocausto viene definito una "favola fasulla". Il governo degli Emirati chiude il Centro Zayed nell'agosto 2003 in seguito a pressioni esterne riguardo le pubblicazioni e conferenze antiamericane e antisemite del Centro.

2002
La Romania emette un decreto d'urgenza che criminalizza la negazione dell'Olocausto, in risposta a un crescente movimento per la pubblica riabilitazione del generale Ion Antonescu, dittatore filofascista che supervisionò la morte di 280.000 ebrei e 11.000 rom durante la Seconda Guerra Mondiale.

2002
In base alle leggi sull'incitamento all'odio, i tribunali svedesi condannano il neonazista Fredrik Sandberg a sei mesi di carcere per aver ripubblicato l'opuscolo del Terzo Reich La questione ebraica.

2003
Nel caso Garaudy contro la Repubblica Francese, la Corte europea dei diritti dell'uomo delibera che Roger Garaudy ha espresso forme di negazione dell'Olocausto che non sono protette dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

2003
Wolfgang Frölich viene arrestato a Vienna e condannato a tre anni di reclusione per aver pubblicato nel 2001 un libro intitolato Die Gaskammaer Luege (La menzogna delle camere a gas). Viene scarcerato dopo un anno. Negli anni seguenti, Frölich viene di nuovo arrestato, o la sua pena detentiva viene più volte prolungata, per continui casi di negazione dell'Olocausto, compresa l'occasione in cui, nel 2015, scrive al cancelliere austriaco sostenendo che l'Olocausto non può essere avvenuto.

2003
Il governo rumeno istituisce una commissione internazionale sull'Olocausto in Romania, guidata da Elie Wiesel composta da 30 storici rumeni e stranieri. L'obiettivo della commissione è esaminare la storia dell'Olocausto in Romania per identificare i fatti avvenuti e diffondere i risultati della ricerca nel paese e all'estero. L'istituzione della commissione fa seguito alle dichiarazioni pubbliche rese nel 2003 dall'allora presidente Ion Iliescu, che aveva minimizzato l'Olocausto in Romania, e dall'ex ministro dell'informazione Vasile Dincu, che aveva negato l'Olocausto in Romania.

2005
Il governo austriaco arresta David Irving per negazione dell'Olocausto. Irving riceve una condanna a tre anni nel 2006, ma viene scarcerato a dicembre, a condizione che lasci l'Austria.

 

2005
Il governo del Canada deporta Ernst Zündel in Germania, dove sarà processato per negazione dell'Olocausto. I tribunali tedeschi riconoscono Zündel colpevole di 14 capi d'accusa relativi alla negazione dell'Olocausto nel 2007, condannandolo a cinque anni di carcere.

2005
In un discorso trasmesso in diretta televisiva il 14 dicembre, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad definisce l'Olocausto un "mito".

2005
La rivista giapponese Marco Polo pubblica un articolo dell'autore freelance Masanori Nishioka intitolato "Non c'erano camere a gas naziste". Nell'articolo, Nishioka sostiene che l'Olocausto non è mai avvenuto e che le camere a gas di Auschwitz sono state create dal governo comunista polacco dopo la guerra.

2006
Il governo iraniano sponsorizza un raduno di negazionisti dell'Olocausto a Teheran, con il pretesto di una conferenza accademica intitolata "Rivedere l'Olocausto: una prospettiva globale". Nello stesso anno, Farid Mortazavi, redattore grafico del giornale iraniano Hamshahri, annuncia un concorso di vignette sull'Olocausto con premi in oro e denaro per i vincitori. Riceve quasi 1.200 candidature da oltre 60 paesi, tra cui vignette che negano o minimizzano l'Olocausto. Nei mesi successivi, l'Istituto artistico e culturale Saba di Teheran apre una mostra, sponsorizzata dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, con una selezione di 200 vignette tratte dal concorso.

2007
Il 26 gennaio, le Nazioni Unite adottano una risoluzione che condanna la negazione dell'Olocausto. L'Assemblea Generale dichiara che la negazione "equivale all'approvazione del genocidio in tutte le sue forme".

2008
L'Unione europea adotta una decisione quadro sulla lotta al razzismo e alla xenofobia (2008/913/GAI), che include una richiesta agli Stati membri dell'UE di garantire che la negazione dell'Olocausto sia punibile per legge.

2009
Richard Williamson, vescovo della Chiesa Cattolica di origine inglese, nega l'esistenza delle camere a gas e minimizza l'entità delle uccisioni durante l'Olocausto. Il Vaticano ordina a Williamson di ritrattare le sue dichiarazioni. Al suo rifiuto, il Vaticano scomunica Williamson.

2009
David Duke, ex leader del Ku Klux Klan, viene arrestato dalle autorità ceche per negazione dell'Olocausto e incitamento all'odio. Era stato invitato dal gruppo Národní odpor (Resistenza Nazionale) a tenere un discorso alla Charles University. Il governo ceco ordina a Duke di lasciare il paese il giorno seguente. La Procura di Stato di Praga in seguito respinge le accuse per mancanza di prove.

2010
In febbraio, Bradley Smith pubblica il suo primo annuncio online, sul sito web del Badger Herald dell'Università del Wisconsin, nel quale nega l’Olocausto. Internet, grazie alla facilità di accesso e diffusione, all'apparente anonimato e al fatto che viene percepito come un autorità, è diventato il principale canale di negazione dell'Olocausto.

2010
La corte d'appello olandese impone una multa di € 2.500 alla Lega Araba Europea (LAE) per aver pubblicato nel 2006 sul suo sito web una vignetta che suggeriva che l'Olocausto era stato inventato o esagerato dagli ebrei. L'organizzazione sostiene di aver pubblicato la vignetta per evidenziare l’uso di standard opposti per giudicare la libertà di parola, dopo che un giornale danese aveva pubblicato una vignetta sul Profeta Maometto. La corte ha inoltre condannato la LAE a un periodo di messa in prova di 2 anni.

2010
La Lituania aggiorna il suo codice penale includendo una legge contro la negazione e la grave banalizzazione dei crimini nazisti così come dei crimini perpetrati dai sovietici in Lituania.

2010
In base alla legge recentemente approvata sulla negazione dell'Olocausto, le autorità lituane mettono sotto inchiesta la rivista lituana Veidas per aver pubblicato un articolo che definiva i processi di Norimberga la "più grande farsa legale della storia". L'indagine si chiude all'inizio del 2011, quando le autorità inquirenti dichiarano che l'autore non intendeva negare l'Olocausto.

2011
Il vicepresidente del partito egiziano Wafd dichiara in un'intervista al Washington Times che gli attacchi terroristici dell'11 settembre, l'Olocausto e il diario di Anna Frank sono tutti falsi storici. "L'Olocausto è una menzogna", dichiara Ahmed Ezz El-Arab e continua: "Gli ebrei sotto l'occupazione tedesca erano 2,4 milioni. Anche se fossero stati tutti sterminati, da dove vengono gli altri 3,6 milioni?".

2012
Nikolaos Michaloliakos, capo del partito greco di estrema destra Alba Dorata, nega l'esistenza delle camere a gas nei campi di concentramento nazisti durante l'Olocausto. "Non c'erano forni, non c'erano camere a gas, è una menzogna", afferma durante un'intervista trasmessa in televisione.

2012
L'attivista saudita Salman al-Odeh dichiara a Rotana Khalijiya TV che "l'Olocausto ha una base storica. Molte storie al riguardo sono documentate e ben fondate. Il problema risiede, prima di tutto, nell'esagerazione dell'Olocausto. È stato trasformato in un mito di proporzioni enormi (...). Per migliaia di anni, gli ebrei hanno subito persecuzioni, deportazioni, uccisioni e accuse. Forse molto di questo derivava dai loro valori morali, dalla loro natura infida, dai loro complotti e stratagemmi, che hanno reso le altre nazioni diffidenti nei loro confronti".

2012
Corneliu Vadim Tudor, parlamentare europeo rumeno e leader del Partito Grande Romania, di matrice nazionalista, nega l'Olocausto nel talk show "Romania a la Raport". Tudor afferma: "In Romania non c'è mai stato nessun olocausto (...). Lo negherò fino alla morte, perché amo il mio popolo".

2013
Nel Giorno della Memoria, Fathi Shihab-Eddim, collaboratore del presidente egiziano Mohammed Morsi, sostiene che i 6 milioni di ebrei che furono uccisi dai nazisti in realtà si sarebbero trasferiti negli Stati Uniti. Shihab‑Eddim inoltre afferma che "Le agenzie di intelligence statunitensi, in collaborazione con le loro controparti nelle nazioni Alleate durante la Seconda Guerra Mondiale, lo crearono [l'Olocausto] per distruggere l'immagine dei loro avversari in Germania e per giustificare la guerra e la distruzione di massa delle strutture militari e civili delle potenze dell'Asse, e in particolare per colpire Hiroshima e Nagasaki con la bomba atomica".

2013
Gyorgy Nagy è il primo ungherese condannato per negazione dell'Olocausto. Durante una manifestazione del 2011 a Budapest, Nagy aveva portato un cartello con la frase "L'Olocausto non è mai accaduto", in ebraico. Il tribunale lo condanna a 18 mesi di carcere, con sospensione condizionale. La condanna comprende anche l'obbligo di visitare il Museo della Memoria dell'Olocausto di Budapest, Auschwitz o Yad Vashem.

2013
Gli allora 31 paesi membri dell'International Holocaust Remembrance Alliance adottano una "Definizione operativa di negazione e distorsione dell'Olocausto", che delinea alcuni dei modi in la negazione e la distorsione vengono espresse. Dal 2013, diversi paesi hanno adottato a livello nazionale questa definizione per guidare il loro approccio al problema.

2014
Udo Voigt, ex capo del Partito Nazionaldemocratico tedesco (NDP), viene nominato alla Commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Aaffari Interni del Parlamento europeo. Quando era il leader dell'NDP, partito di ispirazione neonazista, Voigt aveva lodato Adolf Hitler e sostenuto che durante l'Olocausto erano stati uccisi molto meno di sei milioni di ebrei. Nel 2009, era stato anche condannato per "incitamento all'odio".

2014
Nel suo discorso ufficiale di Nowruz 2014, l'Ayatollah iraniano Ali Khamenei afferma: "L'Olocausto è un evento la cui realtà è incerta, poiché non è certo che sia accaduto, e non è certo come sia accaduto".

2014
La Federazione Russa aggiorna il suo codice penale includendo disposizioni che criminalizzano alcune forme di negazione dell'Olocausto e la diffusione di "dati falsi sulle attività dell'URSS durante la Seconda Guerra Mondiale".

2015
Due organizzazioni culturali iraniane sovvenzionate dal governo, l'Organizzazione Owj per i Media e le Arti e il Complesso Culturale Sarcheshmeh, annunciano un secondo concorso di vignette sull'Olocausto, prevedendo candidature da cartoonist di decine di paesi.

2015
Un tribunale tedesco dichiara Ursula Haverbeck colpevole di sedizione per aver scritto una lettera al sindaco di Detmold in cui affermava che era "chiaramente riconoscibile" come Auschwitz non fosse altro che un campo di lavoro. Aveva inviato il suo messaggio quando, presso il tribunale di Detmold, veniva processato Reinhold Hanning, ex guardia del campo di Auschwitz. Nel 2014 Ursula Haverbeck era stata processata per aver affermato che l'Olocausto era stato "la più grande e duratura bugia della storia".

2015
La Romania estende la legislazione vigente contro la negazione dell'Olocausto includendo le forme di distorsione e negazione che utilizzano il retaggio e le immagini associate alla Guardia di Ferro rumena.

2015
Il governo ungherese finanzia la costruzione di una statua in onore di Balint Homan, funzionario del governo ungherese che aveva appoggiato politiche antisemite e sposato opinioni antisemite durante gli anni della guerra e dell'Olocausto. Alla fine del 2015, i maggiori funzionari ungheresi dichiarano che il progetto non doveva procedere, data l'eredità storica negativa di Homan.

2015
Il governo dell'Ucraina approva diverse leggi cosiddette di decomunistizzazione. Sebbene si tratti di leggi per vietare l'uso di simboli comunisti e nazisti, alcune disposizioni proibiscono anche la critica di certi eroi nazionali della resistenza antisovietica, comprese alcune persone i cui precedenti storici includono, durante gli anni dell'Olocausto, sia la collaborazione con i nazisti che crimini contro gli ebrei e i cittadini di etnia polacca.

2016
Nella Giornata Internazionale della Memoria dell'Olocausto, l'Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema dell'Iran, pubblica sul suo sito web un video intitolato "Olocausto: l'oscurantismo è finito?" che include i suoi commenti del 2014 che mettono in discussione il massacro indiscriminato di sei milioni di ebrei da parte dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

2016
Apre a Teheran una mostra che espone 150 vignette sull'Olocausto provenienti dall'11ma Biennale Internazionale del Fumetto di Teheran, nella sezione artistica dell'Organizzazione per la Propaganda Islamica. Due settimane dopo, si tiene una cerimonia di premiazione per i vincitori del concorso di vignette sull'Olocausto. Majid Mollanoroozi, direttore del Museo d'Arte Contemporanea di Teheran e responsabile della sezione Arti Figurative del Ministero della Cultura e della Guida Islamica, partecipa alla cerimonia di premiazione. Secondo quanto riportato, i premi ammontano a un totale di 50.000 dollari.

2016
Il governo polacco approva un progetto di legge che impone pene detentive a chiunque sia stato condannato per aver definito "polacchi" i campi di sterminio gestiti dalla Germania nazista nella Polonia occupata. Anche affermare che i polacchi abbiano collaborato con i nazisti nello sterminio degli ebrei è considerato reato penale.

2016
L'International Holocaust Remembrance Alliance approva la sua "Definizione operativa non legalmente vincolante di antisemitismo". La formulazione di questa definizione include la negazione dell'Olocausto come forma di antisemitismo. Dal 2016, più di 20 paesi hanno adottato la definizione utilizzandola a livello nazionale.

2018
A gennaio, il governo della Polonia modifica la Legge sull'Istituzione della Memoria Nazionale includendo le affermazioni che, "contrariamente ai fatti", attribuiscono alla "nazione polacca o allo Stato polacco la responsabilità o la corresponsabilità" dei crimini nazisti. L'emendamento originario rende tali atti reato penale, ma a giugno il governo modifica la legge rendendo affermazioni simili solo illeciti civili.

2018
La sindaca di Roma ordina che le vie della città non siano più intitolate a fascisti italiani o a cittadini italiani noti per essere fascisti.

2020
Il governo tedesco stanzia un finanziamento speciale per la creazione di una Task Force Mondiale contro la negazione e la distorsione dell'Olocausto.

Thank you for supporting our work

We would like to thank Crown Family Philanthropies and the Abe and Ida Cooper Foundation for supporting the ongoing work to create content and resources for the Holocaust Encyclopedia. View the list of all donors.